Tecniche antinfiammatorie che cambiano il disturbo psichico

Dalla cronaca del congresso statunitense su "Psichiatria e salute mentale", tenutosi a S. Antonio in Texas alla fine di ottobre del 2016, riportiamo l'interessante contributo del medico Rakesh Jain, della Texas Tech University School of Medicine, che ha lanciato specifiche proposte perché la capacità di contrastare l'infiammazione entri a far parte della pratica clinica di ogni psichiatra.

Insieme ai suoi colleghi ha discusso le importanti correlazioni tra salute mentale e infiammazione, proponendo una serie di modifiche allo stile di vita che hanno dimostrato la loro efficacia scientifica nel controllare l’infiammazione e nel supportare e a volte guarire il disturbo psichico.

Si tratta quindi di una importante comunicazione che integra le conoscenze neuropsichiatriche a quelle funzionali, a come cioè il modo in cui si mangia, si dorme e si vive, tutti aspetti che possono produrre stimoli infiammatori, possa contribuire a determinare la malattia psichiatrica.

Più volte, su queste pagine sono state presentate le ricerche documentate sui legami tra alcune malattie mentali (la depressione ad esempio) e l'infiammazione, come le evidenze che legano le alterazioni del metabolismo (diabete e obesità tra le prime) e il disturbo psichico.

Il dottor Jain ha espresso la necessità che ogni psichiatra o ogni terapeuta della mente sappia inserire alcune tecniche di lavoro per controllare l'infiammazione nella sua pratica quotidiana.

La giornalista Amanda Oldt, su Healio Psichiatry, da una intervista con lui riporta l'invito fatto a tutti gli psichiatri a tornare medici completi, in grado di valutare anche profili metabolici e condizioni infiammatorie sulle quali sia possibile intervenire.

Gli effetti dell’infiammazione sulla mente sono molto potenti e la possibilità di controllare questi aspetti può rivelarsi un'arma strategica nella organizzazione della terapia, arrivando a modulare anche l'uso degli stessi psicofarmaci.

In sintesi il dottor Jain, facendo riferimento a ricerche scientifiche già verificate, propone di inserire nella pratica psichiatrica:

A questi approcci si aggiungono quelli dell’invito alla socializzazione, i cui effetti possono pure esercitarsi sulla riduzione dell’infiammazione e di alcune pratiche come la meditazione o tecniche come la Mindfulness che hanno già dimostrato questa azione.

Il tema è forte perché significa che ogni psichiatra ha la possibilità di aiutare la risposta clinica del proprio paziente e ogni persona, riducendo l'infiammazione, è in grado di migliorare in modo percepibile molti sintomi psichici.

L'infiammazione è un segnale di pericolo importante per l’organismo e da questa derivano risposte di adattamento che si manifestano, in molti casi, attraverso il disagio psichico.

Già da qualche anno ad esempio si è visto che l'acido acetilsalicilico (con azione antinfiammatoria) è in grado di controllare efficacemente alcuni sintomi psichiatrici o almeno di ridurli. Ma non serve solo usare l'aspirina... In modo molto più efficace un paziente che riesca a controllare il proprio metabolismo e il livello di infiammazione studiando BAFF e PAF e attuando una dieta personalizzata che sia in grado di ridurre il livello di citochine presenti nell’organismo fa già moltissimo per se stesso, anche dal punto di vista psichiatrico.

Il controllo dell'infiammazione passa attraverso una rieducazione nutrizionale che prevede una alimentazione molto variata e anche dei simpatici momenti di “sgarro”.

Il movimento fisico, la qualità del cibo e il sonno regolare consentiranno a ciascuno di gettare le basi di un funzionamento adeguato, in grado sicuramente di sopportare senza danni momenti di sovraccarico alimentare, di stress e di difficoltà emotive.

Reference

Jain R., Seven scientifically proven anti-inflammatory strategies for today's modern mental health practice. Presented at: U.S. Psychiatric and Mental Health Congress; Oct. 21-24, 2016; San Antonio.

[Fonte]

Tisana - 2017

“Marketing Della Pazzia” ma Siamo tutti Matti?

Come di consueto da oltre un decennio, il CCDU Ticino sarà presente alla manifestazione TISANA. Dall’anno scorso, è stato raddoppiato lo sforzo della nostra presenza, grazie all’organizzazione della TISANA stessa che ha aperto i battenti per la prima volta a Locarno. Pertanto a Locarno, ci sarà quest’anno la seconda manifestazione della TISANA. Le date da prenotare sono le seguenti:

TISANA Locarno
Luogo: PALEXPO FEVI, Locarno

Date ed orario:
venerdì 3 marzo 2017 – dalle ore 14.00 alle ore 22.00
sabato 4 marzo 2017 – dalle ore 10.00 alle ore 22.00
domenica 5 marzo 2017 – dalle ore 10.00 alle ore 20.00

Per poter evidenziare ancora di più la nostra presenza, abbiamo rinnovato anche alla TISANA di Lugano e siamo presenti ancora una volta a questa manifestazione storica. Le date da prenotare sono le seguenti:

TISANA Lugano

Luogo: Centro Esposizioni di Lugano (Padiglione Conza)

Date ed orari:
Venerdì 28 aprile 14.00 – 22.00
Sabato 29 aprile 10.30 – 22.00
Domenica 30 aprile 10.30 – 22.00
Lunedì 1 maggio 10.30 – 20.00

Visitatori previsti per la manifestazione: 25’000 persone.

Verrà inoltre tenuta una conferenza basato sul documentario “Marketing della Pazza – Ma siamo tutti matti?” dal nostro speciale conferenziere Alessandro Poppale.

Qui il link per potersi registrare gratuitamente: conferenza Tisana

"Troppo effeminato", tredicenne tolto alla madre. E a Padova scoppia la polemica

Il Tribunale dei Minori allontana il ragazzino dalla famiglia perché "è diverso e ostenta atteggiamenti in modo provocatorio". Una storia di abusi e disagio in cui la vittima è sempre l'adolescente.

PADOVA. "Tende in tutti i modi ad affermare che è diverso e ostenta atteggiamenti effeminati in modo provocatorio". Parole con cui il Tribunale dei Minori definisce il comportamento di un ragazzino di 13 anni della provincia di Padova. Parole che incidono pesantemente sulla sua vita perché ora quell'adolescente non potrà più stare con la sua mamma. L'atteggiamento 'ambiguo', secondo la relazione dei Servizi sociali, sarebbe dovuto al fatto che "il suo mondo affettivo risulta legato quasi esclusivamente a figure femminili e la relazione con la madre appare connotata da aspetti di dipendenza, soprattutto riferendosi a relazioni diadiche con conseguente  difficoltà di identificazione sessuale".


La notizia è stata pubblicata dal "Mattino di Padova". Secondo il quotidiano, in alcune occasioni il ragazzo era andato a scuola con gli occhi truccati, lo smalto sulle unghie e brillantini sul viso, contestano nella relazione che ha generato il decreto di allontanamento dal nucleo familiare. Ma la madre ribatte, sostenendo che si trattava di una festa di Halloween.

Il disagio in questa famiglia parte da lontano. C'è un'accusa di abusi sessuali da parte del padre. Il processo si conclude con un'assoluzione per l’uomo, anche se nella sentenza si dice che "non c’è motivo di dubitare dei fatti raccontati dal bambino". Tutto e il contrario di tutto, in una girandola di accuse in cui la vittima è sempre una: lui, con i suoi 13 anni.  

Da quei presunti abusi sessuali scaturisce il primo affidamento a una comunità diurna, dalle 7 alle 19. I responsabili della struttura notano gli atteggiamenti effeminati del ragazzino, li segnalano ai servizi sociali e così prende corpo un secondo provvedimento dei giudici. Quello del definitivo allontanamento dalla madre.

"Trovo scandalosa la decisione di allontanare un 
ragazzino solo per l'atteggiamento effeminato", dice l’avvocato Francesco Miraglia, specializzato in diritto di famiglia. "Mi sembra un provvedimento di pura discriminazione". La decisione del Tribunale dei Minori è stata impugnata dal legale che annuncia battaglia.

Fonte: La Repubblica

COMUNICATO STAMPA

Petizione per il diritto dei bambini contro il depistamento psichiatrico e contro la somministrazione di stimolanti nervosi centrali e altri medicamenti psicotropi


Per l’occasione della giornata mondiale della sanità mentale, il CCDU Svizzera ha depositato una petizione, firmata da più di 4'600 persone, presso le Camere federali e del Consiglio federale.


Secondo Felix Altorfer, presidente del CCDU, ad un numero crescente di bambini, viene diagnosticato il Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività con o senza l’iperattività, la quale non è mai stata provata scientificamente, mediante la somministrazione di droghe psicotrope, la maggior parte contenente il metilfenidato (Ritaline, Focalin, Concerta, Medikinet) che può provocare gravi effetti secondari.


In un rapporto del 4 febbraio 2015, il Comitato delle Nazioni Unite sui Diritti dei Bambini aveva già espresso le sue preoccupazioni su questa situazione e aveva comunicato le sue raccomandazioni al Governo svizzero.
Nella petizione, viene richiesto alle autorità competenti di prendere le seguenti misure:
1) Vietare all’interno degli stabilimenti scolastici, ogni forma di inchieste miranti a rivelare dei problemi psichiatrici presso gli allievi;
2) a) esigere che un’informazione completa sui pericoli e sui rischi dei medicamenti psicotropi venga rilasciata ai parenti prima che vengano prescritti ai bambini;
b) esigere che lo stesso bambino venga informato dei rischi;
c) rendere responsabile il medico oppure lo psichiatra prescrivente che ha omesso di dare tutte le informazioni su tutti gli effetti secondari che si sono manifestati nei bambini;
3) Incoraggiare e rendere ampiamente pubblico le possibilità di trattamenti privi di ogni sostanza
medicamentosa, mediante materiale informativo destinato ai parenti, che portano alle difficoltà
scolastiche ed a problemi comportamentali, onde far evitare nel limite del possibile che queste
difficoltà vengano considerate come una malattia psichiatrica;
4) Raccomandare ai parenti e ai loro rappresentanti, prima di diagnosticare dei problemi psichiatrici del comportamento presso i bambini, di richiedere un minuzioso esame medico, alfine di escludere con certezza che qualsiasi problema fisico sottostante, potrebbe essere all’origine dei sintomi manifestati.


Il Comitato dei Cittadini per i Diritti dell’Uomo (CCDU), ha come obiettivo di eseguire delle indagini atte a rivelare le violazioni dei diritti dell’uomo in psichiatria e apportare delle riforme nel campo della salute mentale. Essa conta più di 200 succursali in 34 paesi ed è all’origine di più di 150 riforme legislative concernente la psichiatria.


Per ogni informazione necessaria: Felix Altorfer, presidente del CCDU Svizzera – www.cchr.ch - www.ccdh.ch - www.ccdu.ch – Tel.: 079 209.28.76

Collocamenti coatti, arriva il risarcimento

Il testo, approvato quasi all'unanimità, propone di istituire un fondo di 300 milioni.

BERNA - Le vittime di collocamenti coatti e di misure coercitive a scopo assistenziale riceveranno un risarcimento finanziario. Dopo il Nazionale, anche il Consiglio degli Stati ha approvato - con 36 voti a 1 - il controprogetto indiretto proposto dal governo all'iniziativa popolare "per la riparazione".

Il dossier è pronto per le votazioni finali. Se passerà questo scoglio, i promotori dell'iniziativa hanno già preannunciato che la ritireranno.

La nuova Legge federale sulle misure coercitive a scopo assistenziale e i collocamenti extrafamiliari prima del 1981 (LMCCE) propone l'istituzione di un fondo di 300 milioni di franchi da destinare alle decine di migliaia di persone che sono state internate sulla base di decisioni amministrative, senza l'esame di un tribunale.

Molte donne sono state sottoposte a sterilizzazione o costrette all'aborto, migliaia di bambini sono stati dati in adozione contro la volontà delle loro madri o collocati in istituti e costretti a lavorare senza remunerazione. «Si tratta di un periodo buio della storia della Confederazione», hanno detto oggi in aula vari oratori e la consigliera federale Simonetta Sommaruga.

Durante il dibattito solo Werner Hösli (UDC/GL) si è dichiarato contrario al principio del risarcimento. Secondo il democentrista glaronese, «il diritto attuale non deve servire a giudicare il passato e occorre tener conto del contesto dell'epoca, in cui non solo i bambini collocati subivano maltrattamenti».

«La nostra responsabilità non è di giudicare gli atti del passato, ma di riconoscere un'ingiustizia fatta a vittime che ancora oggi ne pagano le conseguenze», ha ricordato la ministra della giustizia.

A suo avviso, se non vi sarà un referendum e qualora l'iniziativa fosse ritirata, il controprogetto potrebbe entrare in vigore all'inizio di aprile del 2017. «In ogni caso molto più rapidamente dell'iniziativa», le ha fatto eco la "senatrice" Anita Fetz (PS/BS), per la quale si tratta di un passo importante per le numerose vittime che sono già anziane.

300 milioni invece di 500 - Oltre al fondo da 300 milioni di franchi, il controprogetto prevede pure un'analisi scientifica esaustiva su questo capitolo fosco della storia svizzera, nonché un dibattito di società. Anche l'iniziativa denominata «Riparazione a favore dei bambini che hanno subito collocamenti coatti e delle vittime di misure coercitive a scopo assistenziale» preconizzava queste misure, ma chiedeva l'istituzione di un fondo più pingue, di 500 milioni di franchi.

Le vittime ancora in vita, stimate attorno a 12'000-15'000, riceveranno 20-25 mila franchi a testa a seconda del numero di persone che si annunceranno, ha precisato Sommaruga. La somma finale non potrà però essere superiore a 300 milioni e questa soglia è stata esplicitamente fissata nella legge: "ciò permetterà di prevenire una compensazione che potrebbe essere, alla fine, più elevata", ha sottolineato l'indipendente sciaffusano Thomas Minder.

Secondo il comitato di iniziativa, che si basa su una valutazione di storici, il numero delle vittime sarebbe invece di circa 20'000, ben superiore a quello stimato dal governo. Da qui, la richiesta di 500 milioni.

Sforzi già intrapresi - Negli ultimi anni, sforzi sono già stati intrapresi in vista della riabilitazione delle vittime. Nell'aprile del 2013, in occasione di un evento commemorativo a Berna, la stessa Sommaruga aveva chiesto scusa a nome del governo per l'ingiustizia inflitta alle vittime. Poco dopo è stata istituita una Tavola rotonda che ha riunito le vittime e i rappresentanti delle autorità, di istituzioni e organizzazioni.

Inoltre, un fondo di aiuti immediati per coloro che si trovano ancora in grandi difficoltà economiche è stato istituito dalla Confederazione. Finora sono stati versati 8,7 milioni di franchi, ha ricordato Claude Janiak (PS/BL).

Anche per questi motivi, al termine del dibattito odierno, il promotore dell'iniziativa Guido Fluri ha fatto sapere che se il controprogetto verrà adottato durante le votazioni finali, l'iniziativa, che era stata depositata con 108'709 firme valide, verrà ritirata.

Fonte: TIO

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